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Gli spazi agricoli caratteristici del Malcantone

Il Malcantone dispone di numerosi alpeggi. Riassumendo le informazioni contenute nei diversi catasti degli alpeggi (Merz-1911, Pedretti-1976) troviamo:

  • Alpe Agario, Comune di Vezio (1200-1750 m);
  • Alpe di Firinescio, Comune di Firinescio (1050-1150 m);
  • Alpetti della Streccia o Alpi dei Boschetti, Comune di Miglieglia (900-1150 m);
  • Alpetti di Arosio, Comune di Arosio (800-1500 m);
  • Alpetti di Mugena, Comune di Mugena (900-1300 m);
  • Alpetti di Pazzo, Comune di Novaggio (750-1000 m);
  • Alpi di Monte, Comune di Astano (950-1200 m);
  • Arasio, Comune di Breno (1250-1600 m);
  • Cavallera, Comune di Miglieglia (1300-1540 m);
  • Cima Pianca, Comune di Novaggio (1100-1500 m);
  • Coransù, Comune di Vezio (900-1400 m);
  • Corte dell’Occhio, Comune di Curio e Novaggio (1000-1100 m);
  • Gem, Comune di Arosio (1250-1900 m);
  • Mageno, Comune di Breno (950-1600 m);
  • Nisciora, Comune di Mugena (1150-1650 m).

Negli ultimi anni alcuni alpeggi hanno assunto funzioni diverse, in particolare hanno sviluppato attività volte a promuovere il turismo, la gastronomia e la cultura dell’alpe. Si tratta spesso d’iniziative volute per valorizzare i prodotti locali o le testimonianze architettoniche e culturali.

Nel Malcantone un numero sempre crescente di pascoli è gestito grazie all’introduzione della mucca scozzese, specie interamente ricoperta di pelo rossiccio e che ben si adatta alle particolarità topografiche e climatiche della regione. Altri alpeggi sono semplicemente abbandonati e sono progressivamente invasi dalla vegetazione pioniera.

La selva castanile

La selva castanile è un paesaggio agro-forestale tradizionale caratterizzato da una copertura forestale rada che lascia filtrare luce sufficiente per la crescita di erba al suolo. Lo spazio è così gestito in modo ottimale, con la produzione di frutti, legna, strame da parte degli alberi e con un pascolo al suolo.

All'interno di questi boschi troviamo diverse nicchie ecologiche. La gestione di queste superfici si rivela pertanto un fattore decisivo per il mantenimento del loro valore naturalistico, con importanti ricadute sugli aspetti paesaggistici e turistici.

Nel Malcantone le selve castanili si concentrano attorno ai villaggi dell’Alto Malcantone, in particolare attorno a Breno, Fescoggia, Mugena e Vezio. In autunno si effettua la raccolta dei frutti. Di norma la raccolta nelle selve gestite è riservata al proprietario fino a San Martino, ovvero l’11 di novembre. Le differenti varietà di castagne vengono poi consumate fresche (caldarroste) o trasformate in diversi prodotti (farina, castagne secche, pasta, dolci). Il “sentiero del castagno” permette di apprezzare queste selve seguendo un percorso ben segnalato e che presenta 8 pannelli didattici.

Il vigneto

Nel paesaggio agricolo della Svizzera Italiana troviamo il vigneto, sistema di produzione di primo piano per l’economia rurale. In quest’ultimo secolo il paesaggio vitivinicolo ha vissuto numerosi processi che ne hanno determinato un cambiamento radicale. Fino al secondo dopoguerra, i vigneti si estendevano su quasi la totalità dei pendii propizi. Le coltivazioni erano poco razionali ed erano associate, tra i filari, alla coltivazione di mais, tabacco ed erbe. Oggi i vigneti occupano spazi più limitati e razionali. Il Basso e Medio Malcantone presentano la maggior concentrazione di coltivazione. Il Merlot rappresenta il vitigno coltivato con più frequenza, seguito dall’Americana rossa, Chardonnay, Bondola e il Pinot Nero.

Complessivamente questo habitat offre un rifugio a numerose specie vegetali spontanee e animali. I principali sono gli invertebrati e gli uccelli, in particolare il Saltinpalo. Con la presenza di terrazzamenti con muri a secco, il potenziale viene ulteriormente aumentato.

Roland Hochstrasser

 


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