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La Via della Vite, un progetto tra passato e futuro

Territorio prealpino abitato e sfruttato da millenni, il Malcantone conserva un ampio ventaglio di costruzioni e strutture che ricordano l’intenso sfruttamento agricolo di un tempo. Una delle risorse più importanti della regione è proprio costituita dalla rete di 300 km di sentieri segnalati e di percorsi tematici che valorizzano le diverse testimonianze presenti nel territorio.

I tracciati realizzati fino ad ora si sono concentrati sulle risorse presenti nel comprensorio montano del Malcantone, dando particolare risalto ad opifici, nevère, miniere e alla cultura del castagno. La Via della Vite cerca di completare questi lavori lanciando un percorso che si snoda nei comuni del Medio e Basso Malcantone e che unisce Termine di Monteggio a Bioggio.

L’escursionista percorre dapprima la valle della Tresa, prosegue lungo la Via Regina e attraversa infine la valle del Vedeggio. L’itinerario permette di apprezzare il rapporto tra le diverse componenti che costituiscono l’entità territoriale del Malcantone: il castagno, la vite, l’acqua. Il castagno è un elemento fondamentale nel paesaggio geografico e culturale delle zone di collina, mentre fiumi e laghi predominano nei fondovalle. La vite diventa in questo senso un elemento che potremmo definire d’interfaccia e che si esprime al meglio lungo i pendii soleggiati posti tra le pianure fortemente urbanizzate e i boschi della montagna.

In questo comprensorio troviamo le condizioni ideali per la coltivazione della vite, che i vignaioli hanno saputo ottimizzare esprimendo una propria cultura della vite. Il percorso da modo di abbordare diversi aspetti connessi a questo tema, diventando una sorta di legante che permette di valorizzare il terroir.

L’esperienza diretta dell’escursionista consente di trattare in modo originale e didatticamente attivo le principali questioni. L’approccio trans-disciplinare coinvolge materie quali la storia, la geografia, l’etnografia, l’architettura o l’urbanistica, fornendo diverse chiavi di lettura per valutare la produzione viti-vinicola e il rapporto che intrattiene con il territorio.

Le tavole sinottiche

Il progetto di Via della Vite rappresenta un contributo ai festeggiamenti organizzati per i 100 anni di Merlot in Ticino e ha anche modo di inserirsi nel giubileo della Regione Malcantone 1976-2006. L’idea di Via della Vite è stata presentata per la prima volta durante la riunione del comitato per i festeggiamenti Merlot’06 avvenuta il 7 ottobre 2004. Da allora il progetto si è sviluppato sinergicamente all’idea di cattedra ambulante dei viticoltori 1906-2006.

La mostra si propone di illustrare brevemente alcune tematiche che vengono chiarite seguendo lo sviluppo spaziale del percorso, evidenziandone aspetti specifici. Per facilitare e rendere più accessibili queste tematiche l’esposizione adotta un’ampia gamma di materiali che permettono un approccio visuale alle questioni trattate. Su questi soggetti si è infatti già scritto tanto e l’esperienza diretta veicolata dalle rappresentazioni permette di apprezzare meglio la costruzione e l’evoluzione del paesaggio. Si è inoltre preferito focalizzare i materiali su un periodo storico ben delimitato e coincidente con l’avvento e lo sviluppo del vitigno Merlot.

L’esposizione adotta un taglio divulgativo e non pretende pertanto d’essere esaustiva. Lo scopo è unicamente quello di formulare dei suggerimenti per una riflessione sul nostro territorio, volta soprattutto alla sensibilizzazione dell’escursionista. Oggi percepiamo e consumiamo lo spazio in modo estremamente diverso rispetto all’inizio del XX sec. Il nostro rapporto con il territorio è diventato più anonimo, distaccato, banale. L’esperienza diretta si limita nella maggior parte dei casi a determinati tragitti e ad un numero limitato di attività, generalmente ludico-sportive.

La via della vite rappresenta un occasione per recuperare informazioni, conoscere meglio e migliorare il nostro rapporto con il territorio. Luoghi, toponimi, costruzioni, oggetti, sono tutti aspetti che non sappiamo più interpretare o ricollocare nel loro contesto storico. I pannelli della mostra offrono alcuni spunti che evidenziano questi temi, invogliando l’escursionista ad esplorare meglio il proprio territorio e i diversi elementi che lo caratterizzano.

Le sinergie con altri progetti regionali sono importanti, in particolare con il panorama agro-alimentare del Malcantone e con l’Agenda 21 promossa dall’Associazione Comuni Regione Malcantone. L’impatto si manifesta in diversi settori della società: l’agricoltura, l’ambiente, il turismo, l’economia, la socialità. Conformemente a quanto auspicato dall’Agenda 21, tutti gli aspetti assumono un’importanza determinante, permettendo d’imbastire uno sviluppo del territorio sostenibile.

Roland Hochstrasser


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