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Un Museo nel Malcantone per salvaguardare la memoria storico-culturale della Regione

L'assemblea costitutiva si è tenuta sabato - La sede è l'ex scuola di disegno di Curio

Sono trascorsi 10 anni da quando l'Ente turistico del Malcantone decise di destinare la scuola di disegno di Curio quale sede del futuro Museo del Malcantone. Sabato (23.11.1985, ndr), la stessa scuola ha ospitato l'assemblea costituente di quello che è destinato a diventare "un organismo di vitale importanza per la cultura della regione". Così si è espresso Giancarlo Zappa, conservatore del Museo storico-etnografico del Malcantone, nel presentare l'idea progetto alla base di questa iniziativa che finalmente può prendere avvio essendo stati approvati all'unanimità da una cinquantina di persone gli statuti dell'omonima associazione. Vi hanno già aderito l'Ente turistico del Malcantone (ETM) che ne è il fondatore, la Pro Malcantone e l'Associazione dei Comuni della Regione. Una società che si propone di "salvaguardare, raccogliere, riunire e valorizzare, documentando, indicando ed esponendo (...) quanto ancora rimane del patrimonio storico e culturale della regione del Malcantone"; si darà quindi spazio alle testimonianze etnografiche della cultura e a quelle dell'emigrazione compresa la documentazione storico-politica. In definitiva il museo ospiterà "tutti gli elementi della memoria storico-culturale della regione, in funzione di occasioni per incontri, informazioni, approfondimento delle ricerche e anche verifica della cultura attuale". I soci dal canto loro, sia Enti pubblici sia privati, saranno chiamati in particolare ad adoperarsi affinché "i malcantonesi abbiano cura delle vestigia del loro passato, sappiano degnamente apprezzarle, non le vendano ad estranei, semmai le cedano, anche solo in prestito, al museo della regione".

È in questo spirito che l'ETM (ha partecipato all'assemblea anche il suo direttore Alfonso Passera) in questi anni si è dato da fare in vista della costituzione del Museo, riunendo oggetti e documenti di interesse culturale (in tutto un centinaio), alcuni dei quali acquistati o ceduti da terzi mentre la maggior parte è semplicemente depositata, in prestito. Un primo lavoro di catalogazione degli oggetti e documenti, ha fatto presente il conservatore Zappa, è stato compiuto, tra l'altro con gli stessi criteri adottati dall'Ufficio cantonale dei musei. È stata parallelamente avviata la progettazione dell'arredo, in particolare le bacheche, da parte della sezione espositori-decoratori del CSIA di Lugano, le cui proposte sono presentate in uno degli ambienti della scuola di Curio.

"Il museo non dovrebbe essere concepito come sacrario di cimeli" ha tenuto comunque a precisare il conservatore: più che agli oggetti, quindi, la cui presenza sarà soprattutto indicativa, il Museo intende dare spazio a tavole sinottiche di storia e di cultura, la cui preparazione è in corso. Verranno esposte nella sala per gli incontri con il pubblico con lo scopo di "aiutare didatticamente il visitatore a collocare nel tempo la storia 'minore' della regione". È previsto anche un ambiente per la documentazione scritta, quella visiva (foto e diapositive), fonografica (dischi di linguistica, canto popolare, canto religioso tradizionale, cassette con testimonianze di persone anziane). Un ambiente sarà destinato alle testimonianze della civiltà rustica e dell'emigrazione, un altro alla tradizione religiosa, infine uno alla vita politica e sociale. Al secondo piano del Museo ci sono gli spazi per l'attività amministrativa e l'abitazione dei custodi.

La sede, ubicata nell'edificio della ex scuola di disegno di Curio, si presta bene allo scopo. Fondata nel 1870 fu la prima scuola di disegno del Cantone. Nel 1967, con atto notarile del 14 ottobre, l'Ente turistico del Malcantone la acquistò, dopo lunghe trattative (apparteneva a un consorzio di 19 comuni), evitando così il pubblico incanto previsto dal Dipartimento economia pubblica. Il restauro dell'edificio, che all'epoca era fatiscente, ha ricordato Zappa, venne portato a termine del '75 con una spesa di 300 mila franchi. Tutti gli spazi verranno occupati dal Museo a partire dal 1. gennaio dell'anno prossimo, quando si concluderà l'impegno assunto nel '79 con l'Accademia artistica malcantonese per la messa a disposizione di ambienti per l'insegnamento. Parlando della sede non poteva mancare, nell'intervento di Giancarlo Zappa, un pensiero di gratitudine a una persona come Licurgo Soldati che "con la sua creatività ha concretamente lottato da vent'anni contro apatia e insensibilità culturale per non lasciare morire un centro di memoria come la scuola di disegno di Curio". Licurgo Soldati che in rappresentanza dell'ETM fa parte del Comitato esecutivo insieme a Beppe Zanetti, Giancarlo Zappa, Luisa Sciolli, Bernardino Maspoli e Dante Morenzoni. Presidente dell'Associazione Museo del Malcantone è Beppi Corti.

Corriere del Ticino, 25 novembre 1985

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