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Introduzione alla tipologia di legna utilizzata nelle attività tradizionali

Abete bianco (Abies alba): L’Abete bianco è una specie tipicamente montana che forma l’Abetina, una foresta che solo in piccole aree disgiunte è pura. Il suo legno si presta in particolare alla confezione di torce. I rami erano anche usati come foraggio per le capre nel periodo invernale. I rametti venivano anche usati per ottenere indicazioni sul tempo: Il movimento del ramo verso il basso indica infatti la presenza di umidità nell’aria, un igrometro casalingo.

Abete rosso (Picea excelsa): La Pecceta indica un bosco di abete rosso. E’ l’albero per eccellenza delle contrade alpine e costituisce l’essenza dominante nelle peccete. Il suo legno si presta alla costruzione di case e utensili.

Acero (Acer campestre): Il legno d’acero è adatto alla costruzione di utensili da cucina e utensili caseari.

Agrifoglio (Ilex aquifolium): Specie sempreverde caratterizzata da un legno duro e pesante, utilizzato per lavori artigianali.

Bagolaro (Celtis australis): conosciuto anche con il nome spacasass per le radici capaci di frantumare le rocce. Il suo legno è robusto e veniva utilizzato nella costruzione le fruste, i cerchioni delle ruote, i mozzi e le stanghe dei carri.

Berretta da prete (Evonimus europaeus): Arbusto che produce un legno duro e compatto, utilizzato per la produzione di fusi.

Betulla (Betula pendula): Specie pioniera che fornisce un legno facile da modellare, utilizzato per produrre i gioghi e i collari delle capre. Si tratta di una specie pioniera che costituisce spesso dei betuleti puri.

Carpino bianco (Carpinus betulus): Specie frequente sui suoli calcarei freschi. Il suo legno è duro e costituisce un ottimo combustibile. Era anche utilizzato per la costruzione di gioghi, dei raggi delle ruote dei carri, dei mazzuoli e delle bocce.

Carpino nero (Ostrya carpinifolia): Specie che predilige terreni calcarei, ripidi e secchi. Il suo legno è duro e rappresenta un ottimo combustibile. Era anche utilizzato per la costruzione di gioghi, i raggi delle ruote dei carri, i mazzuoli e le bocce.

Castagno (Castanea sativa): I boschi di castagno, i castagneti, hanno fornito un’ottimo materiale per le costruzioni (porte, finestre, imposte, mobili, loggiati). La legna, per bruciare meglio, doveva essere tagliata nei periodi di luna crescente. Al contrario, la legna da costruzione era tagliata durante la luna calante. La pianta costituiva anche un apporto fondamentale nell’alimentazione delle famiglie dell’epoca.

Ciliegio selvatico (Prunus avium): Il suo legno permette la costruzione di mobili di prestigio.

Corniolo (Cornus mas): Specie che permette la produzione di legname estremamente duro. Utilizzato per produrre i denti dei rastrelli, i raggi delle ruote dei carri, gli ingranaggi dei mulini, le lance o le frecce.

Faggio (Fagus silvatica): Pianta che presenta un gran numero di proprietà terapeutiche. Il suo legno, un ottimo combustibile, è facile da lavorare e da tornire. Permette la costruzione di sedie, utensili, tavoli. Le faggete sono particolarmente diffuse tra gli 800 e i 1500 m.

Frassino (Fraxinus excelsior): Il legno di frassino è particolarmente resistente ed era utilizzato nella costruzione di ingranaggi e di utensili robusti.

Larice (Larix decidua): Il legno di questa conifera, rossastro, impregnato di resina, veniva utilizzato per la costruzione di abitazioni e stalle, pavimenti, telai. Il Lariceto costituisce una delle foreste più tipiche della catena alpina.

Nocciolo (Corylus avellana): Oltre che a risorsa alimentare importante, il nocciolo rappresentava anche un materiale flessibile per la costruzione di cavagni, gerle, vagli, nasse, ceste, graticci o manici dei rastrelli. Il Corileto, il bosco di Nocciolo, è molto diffuso in tutto il Cantone.

Noce (Juglans regia): Specie versatile che permetteva la produzione di un alimento sostanzioso, di olio e di legno. Quest’ultimo costituiva un materiale pregiato, utile per mobili di valore. Era inoltre utilizzato per il braccio orizzontale del rastrello o per gli arcolai per filare la lana.

Olmo (Ulmus scabra): Il suo legno veniva utilizzato per fabbricare i tubi a contatto con l’acqua e le chiglie delle barche.

Ontano nero (Alnus glutinosa): L’Alneto è il bosco di Ontano, presente nella nostra regione anche con l’Ontano verde (Alnus viridis) e l’Ontano bianco (Alnus incana). Il suo legno veniva utilizzato per ottenere una combustione di calore moderato, come nei forni del pane o negli alambicchi. Utilizzato spesso nell’acqua per la costruzione delle peschiere delle anguille.

Pero (Pyrus): Il suo legno veniva utilizzato nella costruzione di stampi.

Pino cembro o Cirmo (Pinus cembra): Specie che sopravvive nelle condizioni più estreme, caratterizzata da un legno leggero, molle, utilizzato nella fabbricazione di sculture, mobili e per i rivestimenti interni delle abitazioni montane.

Pino silvestre (Pinus silvestris): Il legno del pino silvestre era utilizzato per fabbricare utensili per le attività agricole: il secchio per il latte, il mastello, ,...

Pungitopo (Ruscus aculeatus): In passato i rami di questa pianta venivano posti nelle aperture delle cantine o sopra il cibo per impedire ai topi di avvicinarsi. Da qui il termine Pungitopo. Utilizzato anche dagli spazzacamini per pulire le canne fumarie.

Rovere (Quercus robur): Simbolo di forza e prosperità, questa quercia permetteva la costruzione di barche e di botti in cui si conservava il vino.

Robinia (Robinia pseudoacacia): Il suo legno veniva utilizzato per la costruzione di ruote e mozzi dei carri.

Salice (Salix): Il legno di salice è estremamente flessibile: permette di proteggere il vetro dei fiaschi di vino, la produzione di cinghie,...

Sorbo degli uccellatori (Sorbus aucuparia): Il legno del sorbo permette la produzione di forme per formaggio e formaggini. Scaldato sul fuoco, il legno di sorbo veniva utilizzato dai pastori per dare forma al bastone ricurvo, la gianeta.

Sorbo montano (Sorbus aria): Con questo legno, estremamente duro, si costruivano le mazze, i pattini delle slitte, ...

Tasso bacata (Taxus baccata): Chiamato anche “Albero della morte”, nel Medioevo il suo legno permetteva la costruzione di archi e balestre.

Tiglio (Tilia cordata): Albero longevo il cui legno era usato per la fabbricazione di zoccoli, sculture e oggetti intagliati.

Fonti

Petrini Nicola (1999)
Valsecchi Angelo (1995)
Auguadri Antonio (1987)
Lucchini Gianfelice (1987)
Riva Alfredo (1987)
Testa Emilio (1987)

Roland Hochstrasser

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